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Dove, fra l'altro, si spiega quale valore desse, il Nostro Cavaliere, alla parola «versipelle»; e di nuove venture che gli toccarono.

Ora il Cavalier Mostardo dormiva nel suo gran letto di quercia massiccia, fra un ritratto di Mazzini ed uno di Garibaldi. Aveva, appeso al muro, sopra il tavolo da notte, dove la gente religiosa tiene l'acquasantiera, una vecchia carabina; la Santa Carabina; e, sul tavolo da notte, invece della bottiglia e del bicchiere per l'acqua, era posato un ampio boccale verde con sopravi la dicitura consueta: «Evviva la Repubblica!». E la Repubblica abitava con lui in quel suo stanzone severo, inelegante, dal mobilio spaiato, dalle pareti squallide; la Repubblica occhieggiava attraverso una grande bandiera rossa, appoggiata in un angolo; sorrideva da un berretto frigio; strepitava in una serie di disegni allegorici incollati al muro; minacciava in una collezione rilegata del vecchio giornale «Aristogitone»; si umanizzava in una statuetta simbolica in coccio, sopra il canterale; si divinizzava nei trionfi dell'ottantanove, matroneggiando in disegni e oleografie sparsi qua e là per l…