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E qui si vede come si iniziasse la battaglia delle aie.

Non appena furono sulla Piazza col Pi grande, il Cavalier Mostardo, sempre agile, saltò dalla bicicletta e, levando un braccio, gridò: — Alt! I sei sozii furono fermi di botto. — Adesso — incominciò Mostardo — prima di buttarci alla campagna, bisogna sapere che cosa ha fatto Borgnini. — Chi?... Epaminonda?... — domandò il Secco. — Proprio lui! — rispose Mostardo. — Di Borgnini non bisogna fidarsi. Quello può farci qualche brutta improvvisata. Te, Affogato, vien fuori. Andremo insieme all'Osteria del Gallo. Voi altri aspettateci sotto al campanile. Senza muovervi, siamo intesi? Potremo tardare mezz'ora. — E se vi aspettassimo all'Osteria del Tacchino? — domandò il Cieco di Civitella. — Già! Per prendere una sbornia e, dopo, la faccio io la ronda, è vero?... Sotto al campanile c'è da mettersi a sedere. Aspettateci là. Noi vi lasciamo anche le nostre biciclette. Di qui all'Osteria del Gallo ci sono due passi e andremo a piedi. Si spiccarono dal gruppo e se ne andaron…